Dal 24 giugno al 2 luglio va in scena Turandot, il visionario capolavoro di Giacomo Puccini in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari. La produzione è affidata alla direzione musicale di Michele Gamba e alla regia di Rafael R. Villalobos, firma tra le più stimate per le sue regie profonde, visivamente affascinanti e fortemente radicate nella contemporaneità.
A un secolo dal debutto al Teatro alla Scala, la partitura pucciniana compie un salto verso il Novecento europeo, tra assonanze stavinskijane e colori debussiani. Una scrittura asciutta e tagliente che il maestro Gamba definisce «alla Mondrian, costituita da punti e linee», dove la ricerca di un suono duro e percussivo restituisce una crudeltà quasi sanguinaria.
Scardinando i cliché dell’esotismo di maniera, la regia intellettuale e provocatoria di Villalobos instaura un dialogo serrato con la musica di Puccini, puntando su un approccio fortemente analitico e contemporaneo. Per il regista spagnolo, Turandot non è una semplice favola orientale, ma uno specchio universale e spietato della nostra società.
In scena, lo spettacolo si trasforma in una riflessione attualissima su potere, capitalismo e isolamento sociale: un viaggio psicologico e distopico nella mente di Calaf, uomo ossessionato dal denaro e schiacciato dalle opprimenti stratificazioni sociali del nostro tempo.
A Cagliari l’opera sarà eseguita con il finale di Franco Alfano.



